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Trofeo MotoGuzzi 30 e 31 agosto 2008 – Francia Corta

Ad essere sincera non ho proprio tanta voglia di scrivere un report: le emozioni di questo fine settimana stanno ancora finendo di decantare sul fondo… Ma temo che non lo farà nessuno e allora eccomi qua.
Pipa ed io ci siamo trovati a Rondissone e, puntualissimi, alle 9:15 sono arrivati Paolo, Serros, Riccio e Stefania, Sandro ed Elisabetta. Siamo subito ripartiti alla volta di Milano, dove avevamo appuntamento con l’Imperatore all’area di servizio “Pero Sud”. Arrivati a Milano abbiamo scoperto che quell’area di servizio non esiste più…come beccare Antonino? Paolo ha deciso di proseguire sino alla prima area di servizio della Mi-Ve e quando ci siamo fermati ha chiamato il nostro eroe che stava “aspettando” in un’altra area e gli ha spiegato dove eravamo in modo che ci potesse raggiungere. Nell’attesa abbiamo approfittato del bar e delle toilettes. Di lì ancora una tiratina in autostrada (abbiamo sempre rispettato i limiti di velocità…solo perché c’ero io a fare da zavorra?) e poi un pezzo di provinciali e siamo giunti a destinazione, dove abbiamo trovato Christian, Giannino, Ilario e Barbara.
L’autodromo è situato in una sorta di “catino” naturale: un caldo infernale ci ha accolti! Alla velocità del fulmine Elisabetta ed io ci siamo liberate (nel vero senso della parola) dei pantaloni da moto ignorando tutte le elementari regole del bon ton (cioè lo spogliarello ha avuto luogo all’aperto), subito imitate da Riccardo e Sandro. Anche gli altri hanno alleggerito il più possibile l’abbigliamento: unica eccezione l’Imperatore che ha resistito tutto il giorno con pantaloni di pelle, camicia, gilet, foulard al collo e scarponi da montagna…come abbia fatto a non fondere resterà un mistero.
Poiché le prove non avrebbero avuto luogo che nel pomeriggio abbiamo mangiato qualcosa nei bar del Paddock, bar che devono aver guadagnato un tesoro soprattutto in “liquidi”, visto che ognuno di noi ha bevuto in continuazione per far fronte all’arsura.
Nel frattempo sono arrivati anche Brichet, Brevanna e Graal con Paola. Altro arrivo, altri spogliarelli e poi finalmente tutti sul terrazzo perché girano i nostri!
Le gare di moto su pista le avevo sempre solo viste in televisione, quindi per me è stato emozionante già solo il rumore, e poi vedere quei “matti” che giravano praticamente a manetta rallentando appena per affrontare le curve piegati a strusciare sull’asfalto (che dire degli stivali di Christian e Giannino dopo la cura?)…fiato sospeso, salivazione azzerata, batti cuore…
E poi, all’improvviso, in curva, ma un po’ lontani, ehi, ma quello è Giannino, acc. è caduto con un altro! Si sono toccati! A, guarda si è rialzato, speriamo che non si sia fatto niente! No, ecco fa segno con le due braccia alzate! Meno male! Ma la moto? Quella deve essere fuori uso, la stanno spingendo verso il passaggio…
Quando, con un carrello hanno riportato la moto di Giannino da noi abbiamo saputo che non c’era nessun danno gravissimo, ma che era partita la pompa del freno anteriore.
Giannino era…in..issimo, furibondo: quell’asino l’aveva buttato giù. In realtà i pareri erano discordanti: qualcuno sosteneva che la colpa era sua perché l’altro l’aveva superato e lui si era rinfilato all’interno; lui (e io sono d’accordo con lui!) diceva che se l’altro l’aveva urtato sulla ruota posteriore con l’anteriore era perché lui era davanti e quindi la colpa è dell’altro. Morale, la moto non utilizzabile (tra tutti i pezzi di ricambio che si erano portati, una pompa dei freni non c’era) e lui con qualche ammaccatura. Ma il mondo dei guzzisti è un mondo a parte, lo sappiamo bene, e quindi c’è stato chi ha tirato fuori dal cappello il pezzo necessario: un altro dei ragazzi che partecipavano alla gara (chiedo umilmente perdono, ma proprio non mi ricordo come si chiama) aveva una pompa del freno completa e gliel’ha data, così in quattro e quattr’otto la moto era di nuovo a posto. Intanto io sono andata fin da quelli del soccorso e mi sono fatta dare del ghiaccio istantaneo per la sua spalla, Brevanna gli ha dato un paio di bustine di antidolorifico e la moglie di quello del pezzo di ricambio gli ha spalmato della pomata ad hoc: insomma, anche il pilota era di nuovo quasi a posto.
A questo punto avevamo bisogno assoluto di una doccia, così Riccio e Stefania sono andati a cercare un campeggio, mentre noi altri, tranne Paolo, siamo andati ad Iseo dove avevo prenotato le stanze per tutti. Dopo una doccia corroborante ci siamo ritrovati e siamo andati a cenare, poi quattro passi sul lungo lago, ancora qualche birra…poi tutti a nanna.
L’indomani avremmo dovuto essere all’autodromo per le nove, ora in cui erano previste le ultime prove di classificazione, ma ce la siamo presa tutti un po’ comoda e siamo arrivati verso le 11: sapevamo che la gara avrebbe dovuto svolgersi più o meno a quell’ora. Ma l’orario era stato posticipato, per cui eravamo perfettamente in tempo.
Intanto io avevo ricevuto un sms da Matteo che informava di essersi svegliato con la febbre e che quindi non ci avrebbe raggiunto. Però è arrivato Se, con un simpatico signore irlandese (suo suocero, ho capito giusto?).
Alle 12,30 pronti via (i nostri eroi a furia di prendersela comoda, ancora un po’ e non partono!): la gara consta in otto giri, il primo di lancio, poi il tempo del giro successivo è quello che si deve mantenere per il resto del percorso. Non ne capiamo niente, non abbiamo cronometri, non ci interessa la costanza: siamo tutti presi ad incitare Christian e Giannino con grandi “Vai, vai” “Vagli via” “Sorpassalo” ed a saltare entusiasti quando ci rendiamo conto che Christian è terzo e Giannino quarto. Otto giri ci sembrano eterni e poi ci sembreranno volati. E’ già tutto finito.
Andiamo a mangiare qualcosa e, mentre siamo intorno a tre tavolini traballanti, a sfruttare al meglio i ventilatori che vaporizzano acqua intorno a noi, arriva la notizia bomba: GIANNINO SI E’ CLASSIFICATO PRIMO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Baci, abbracci, complimenti, salti e poi inizia l’attesa del podio…attesa che si protrarrà moolto a lungo, ma quanta soddisfazione esultare all’annuncio (per il vero difficile da sentire visto che lo speaker non aveva né microfono né niente e in pista era partita la gara di racing!) del primo classificato nella gara del Trofeo Moto Guzzi : the winner is Gianni Inco…qualcosa!
Ancora baci e abbracci e poi tutti a casa. Grazie Giannino, grazie Christian per le emozioni che ci avete regalato.

laZia

Christian Poggioli

 

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