Diluvia
da 20 giorni, e alla vigilia della partenza...ancora peggio!!
Ma vuoi non andare in Slovenia?? E poi Riccio snocciolando un’inglese
veramente “uozzamericanbois” individua e prenota la regal
stanza gallica presso l’amena pensioncina “Pod Volgom” nella
località di Ribcev Laz già con largo anticipo. SI VA!!
Nel frattempo il meccanismo diplomatico ha anticipato l’inesorabile
incedere dell’ ardita flottiglia,
informando le autorità organizzatrici del raduno che la nostra
presenza sarebbe stata assicurata.
E che, scherzi?!? Purtroppo il Riccio annuncia il suo ritiro…un
brivido di terrore, l’ingranaggio primario del marchingegno organizzativo è improvvisamente
saltato! Siamo dispiaciuti, ma la macchina prosegue comunque la sua
corsa...in folle!! Venerdì un amabile rovescio temporalesco
ci augura la buona notte. Sabato, con granitica fede guzzista non manco
l’appuntamento sotto casa della Simo.
Ore 7. Il vicinato ringrazia!! Il terzo ingrediente della amalgama
Gallica, lanciata verso oriente, sarà lo psichedelico Serros
che per evitar ritardi pernotta già da venerdì presso
l’area di servizio di Villanova. Componiamo una testuggine umana
che con moto incessante solca il ventre padano e con sprezzante caparbietà viola
le terga del confine sloveno all’altezza di Tarvisio.
Finalmente abbandoniamo l’autostrada, agonizzanti di noia e con
inguaribili piaghe da decubito!
Ma presto lo spettacolo delle vallate oltre confine rimargina ogni
ferita e galvanizza lo spirito. Eredito da Riccio lo scettro organizzativo
e prendo il comando della pattuglia. Tarvisio, Fusine, Fusine laghi,
confine di stato...lo scenario incantato fa quasi dimenticare i 600
km già percorsi ed ecco che le curve ammiccanti sorridono al
polso destro. GODURIA.
La statale è fantastica ma sistematicamente rimaniamo intasati
dietro a innumerevoli corriere. Sbucano dal nulla! Mancano pochi chilometri
alla meta, deviamo dalla statale per Lubiana e siamo subito sul lago
di Bled... figata! Ma proseguiamo fino a Ribcev Laz sul lago Bohijni
e, dalla foresta alla nostra sinistra, sbuca l’alberghetto che
Mr. Vitetta ci prenotò...e con gran sorpresa scopriamo che coincide
proprio con la sede del raduno. E’ una situazione molto particolare,
il raduno è molto familiare, organizzato alla buona e molto
rilassante. Non è nemmeno molto frequentato, al nostro arrivo
(ore 17 circa ) erano presenti una cinquantina di moto, ma l’atmosfera
era davvero molto piacevole. Dava la sensazione di un ritrovo di guzzisti
viaggiatori (anche se in realtà molti erano indigeni) ritrovati
quasi per caso a far festa insieme. Rilassante… BIRRA! Ce la
meritiamo proprio!
Ma non indugiamo troppo, le mille attività attirano la curiosità:
scultori motosegaioli realizzano una gigantesca moto intagliando tronchi
d’albero, gustosissime creaturine si aggirano per la festa offrendo
RedBull e cappellini vari, eteree fanciulle gestiscono la recepcjia
e la lotteria ...ma poi vengono serviti i piatti forti: GARA DI “PIANEZZA” (di
chi percorre i 20 metri in moto nel maggior tempo possibile senza metter
giù i piedi)in cui un tizio a causa della propria...pienezza… finisce
lungo e disteso con un superbo V11 LM...che pistola!
LANCIO DEL BASAMENTO DEL MOTORE: finale del campionato mondiale totale.
Prima il girone femminile in cui la nostra SuperSimo si esprime insidiando
ma non battendo la campionessa iridata in carica (qui ci sarebbe da
indagare su irregolarità e violazioni del regolamento federale
in materia di doping). Io partecipo al girone maschile (superando una
momentanea crisi di identità sessuale provocata dal canto d’amore
emanato da Serros appollaiato su un faggio) il campione globale proietta
l’incudine mandelliana sbaragliando i lanciatori della “domenica”.
Tocca a me, faccio mente locale, riunisco i ricordi di tutte le incazzature
procuratemi dal V65TT e sparo il monolite. Colpisco in pieno il paletto
che segnava il miglior lancio. Pari merito con il mega campione totale.
LUI viene premiato e riconfermato campione del mondo. Io non vengo
cagato! Pazienza… Bevo una Lasko… ma poi sento: “Belin
che male al culo!!” questa voce non mi è nuova!! E infatti
sono Albell e la Cristina, che dopo un viaggio estenuante accompagnati
dall’amico Marco (ex gallo) arrivano intorno all’ora di
cena...e son birre! La cena è un po’ sofferta...questi
sloveni hanno orari un po’ barotti. Nonostante fossimo rimasti
in quattro gatti, i ragazzi della pensione (base logistica del raduno)
si sono trovati in difficoltà, ma la ragazza della recepcjia
aveva un così bel sorriso...che poneva in secondo piano ogni
altro problema. Eravamo quattro gatti, ma almeno due erano veri pezzi
da novanta del panorama etilico sloveno. La serata è stata movimentata
da un dancing soffuso ma a tratti stimolante. Il giovine diggei mi è decaduto
a metà serata, ma è bastato dargli fiducia per portarlo
su pezzi di gran spessore a notte fonda...mentre le Union si alternavano
alle Lasko! Domenica si decide di fare un gran giro per le valli slovene,
raccogliamo lo Stefano, un guzzista solitario bergamasco e alterniamo
dei bei tragitti in moto a escursioni a piedi, visite a chiesette sperdute
nei boschi ( fantastica la Ruska Capela, realizzata tutta in scatole
di legno per commemorare dei lavoratori russi morti proprio in quel
luogo a causa di una frana. cit. Albell), valichi montani e laghi e
laghi e laghi.
Alla sera decidiamo però di darci alla dolce vita e ci tuffiamo
nella “via Veneto” di Ribcev Laz. Scegliamo la piola e
ordino la trota. Ottima! Le chiacchiere dilagano alimentate da fior
di birrette, ma la palpebra si fa pesante e la Cristina, belin, è la
prima ad accusare. Si opta per proseguire la nottata a folleggiare
nel dehor della pensione. La nostra richiesta di 10 birre ha creato
il panico. Ore 22.30 il bar stava chiudendo!La ragazza della Recepcjia
(che esercita anche con qualifica di barista) ha anche la dote della
pazienza (la amo anche per questo) e ci disseta! La Simo, Cristina
e Serros si rintanano, io resto con Albell, Marco e lo Stefano di Bergamo
ad assortire minchiate fino ad esaurimento della scorta di birre! Lunedì sveglia
ore 7.30… orario devastante, ma dobbiamo rientrare perciò,
bando alle mollezze! Appendo l’appendibile intorno al V11, baci
abbracci e
cordialità e partiamo. Scegliamo una via alternativa raggiungendo
il confine a Gorizia passando da Tolmin attraversando nuovi valichi
e nuove foreste. Da Gorizia l’autostrada ci condurrà fino
ad Alessandria, dove ci si saluta, La Simo e Serros proseguono per
Torino, io devio sul tratto per Gravellona-Toce, diretto nel vercellese
dove amici mi attendevano per cena.
MITICO!! Magico Serros, stupenda la Simo!!.. che mi hanno accompagnato
da Torino! Superbi Albell e la Cristina! Un gran piacere di aver conosciuto
il Marco da Vercelli! Divertente lo Stefano da Bergamo...che è partito
un po’ sulle sue ma si è poi fatto trascinare dal dilagante
minchioneggio gallico!! Son contento!