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bene ci provo!

SERRALUNGA DI CREA - DOMENICA 9 OTTOBRE –

Non c'è che dire, da lassù qualcuno, qualche santo protettore dei motociclisti e "guzzisti" in particolare ci ha pensato e ci ha voluto molto bene: dopo 6 giorni di acqua battente, una giornata di sole meraviglioso con clima di primavera inoltrata, ma con quei colori ottobrini che fanno bene agli occhi e al cuore.... e alle moto.

Sono due i motivi che mi spingono a scrivere questo report: il primo è che finalmente dopo un mese circa dall'acquisto ho provato le belle sensazioni di guida del California nuovo e devo dire che sono contentissimo; il secondo è che ho passato una giornata molto piacevole che qui cerco di descrivere.

Con l'amico e gallo Gian (Gino) mi trovo a Collegno insieme all'altro amico bmwista, ahimè l'unica nota stonata della giornata, e rispettive consorti, simpatiche, discrete e appassionate. Partiamo alla volta di Rondissone, come da programma, fiancheggiando lungo la TO-MI quell'obbrobrio di alta velocità.
Dentro uno spicchio di segnaletica stradale che indica uno spartitraffico dove ci staranno bene o male 3 persone in piedi e vicine, ci troviamo in una marea di moto e motociclisti gaudenti, sorridenti, per niente infreddoliti e con tanta voglia di caffè. Il sottoscritto ci aveva pensato (devo dire che è stato bello alle 7 del mattino della domenica, nel silenzio della casa, aver fatto il caffè da portarsi dietro con l'idea che avrebbe fatto piacere a qualcuno). Via con il caffè che si dissolve in 30 secondi e via con le battute del tipo "ma cosa è successo a Sergio che arriva puntuale...." Lui se la ride e dice che l'Irlandese lo batte di molte lunghezze.
Il presidente sempre più rombante e rappresentativo arriva maledicendo che non si era ricordato la macchina foto. Neppure noi, neppure io che era la portata di mano vicino all'uscita di casa. Arrivano i pinerolesi e si imbucano nei 10 cm quadrati di spazio che restavano e.....il caffè è finito.

Intanto passa il traffico di macchine che ci salutano o insultano, non s'è capito. Fabry V11 e signora, ma con un California 1100 del 98 verde inglese con manubrio stile easy rider....ma dov'è il rombo del V11? Il più
bell'accessorio del Cali di Fabry è Anna (lo so che Anna si sta offendendo, ma butterei via tutto da Fabry al Cali verde vomito e terrei sicuramente Anna). E che carisma Anna con l'occhiale Dior! L'ecologico Riccardo che sta studiando il modo di fumare la pipa mentre è in moto e la Suzukista Elena che si lamenta poi per la nostra velocità eccessiva pensando alla prossima uscita con il suo Custom Suzuki che sappiamo che in 7^ non supera i 95 km/h, mi aiuta a recuperare i bicchieri del caffè, rimproverando aspramente Bich che stava insozzando il già zozzo limitare della strada. Ecco Simona Stone tappata di nero e toppata di nuovo. Gli si legge la fierezza e contentezza. Poche donne ho visto in moto con il suo fascino ammiccante, ma aimè deve sottostare alle battutacce galliche che spaziano tra Toppa e Topa. Lasciate fare a lei che sistema tutti..!
Ma sì...diciamo anche qualcosa di Adriano e il suo bmw che ormai non è più una moto, ma una centrale hi-tec: Telepass inserito che apre tutte le sbarre del Piemonte al solo pensiero del pilota; sedili ant. e post. Riscaldati con microonde incorporato per spuntini nei viaggi lunghi; frigobar; interfono satellitare; freni a disco che suonano i Queen; etc. Caro Adriano ma sei con noi o no?? Accattati una Guzzi che ci capiamo meglio. E' tutta invidia lo so!!
Bich ed Enrica. Che dire delle colonne galliche. Il solo vederli fa paura, nel senso del tutto rispetto. Nei loro occhi, nelle loro membra, scorre l'essenza guzzista. La simbologia gallica è lì, non bisogna andare troppo lontano. La maglia nera di Bich diventa anch'essa qualcosa da copiare. Sergio che si è ravveduto dei ritardi ed è diventato "figliol prodigo" tiene alta la famelica e ben nota voglia di conquiste femminili. Perché non
organizziamo con Sergio in testa un "ratto delle donne per esempio dei Dirty Bikers?" Potremmo anche noi passare alla storia. I Pinerolesi garbati, educati, essenziali e lenti (ho capito che sono partiti alle 5 del mattino con i moon boots) completavano la compagnia gallica. Non è finita: la compagnia è mancante del suo rappresentante più grande...più grosso...più alto...più biondo, insomma più Obelix che abbiamo. Ma non c'è all'incontro. Perchè si è smarrito, come si smarrisce una renna nella tundra senza padrone. All'uscita di Chivasso est, ad anni luce dall'incontro descritto, non capiva perchè non c'era il casellante. E' che non c'era neanche l'uscita. Ma pazienza lo ritroviamo bello e pimpante durante il percorso verso Serralunga. Non manca il grande Gino (per me Gian) che cammina sulla nuvoletta della contentezza per le prestazione del suo bellissimo Cali che gira come un orologio svizzero dopo l'intervento sull'albero a cammes. La sua moto sembra tutta un albero a cammes. Tutti la vorrebbero così. Lucia, degna passeggera, è il corollario e protuberanza della felicità di Gian. Non lo metto per ultimo per mancanza di rispetto, ma per un atteggiamento inversamente proporzionale, e cioè non poteva mancare il Grande, Lui, l'Unico,
l'Imperatore Antonino che con le sue mefistofeliche intuizioni e battute ti raddrizza tutto. Io ero seduto vicino a lui, quale onore, a pranzo e in pochi minuti abbiamo spaziato con i discorsi dall'architettura del capannone
che ci ospitava, alla bontà dello spezzatino, e dall'analisa computometrica di come si dovrebbe svolgere un pranzo di quel genere per accontetare tutti, compreso quelli che sono vegetariani. Alla sua domanda "come ti trovi con il Cali nuovo", sono scattato in piedi ho fatto il saluto quello lì, e ad alta voce ho risposto "bene Signore, non c'è niente di meglio Signore!". Lui mi ha risposto "passa dopo in Fureria per la paga".
Si parte. Una bella fila di rumori guzzisti garbati che suscitano ammirazione e invidia arriva al raduno di Serralunga. Tante moto, ma tante Guzzi e questo fa piacere. Veniamo accolti come un Club che si rispetti e ci sentiamo un pò al centro dell'attenzione. Il giro nelle vicinanze ci porta a godere di panorami del Monferrato incomparabili e tutto condito da colori, luci e atmosfere autunnali uniche. Un bel drink con del buon vino in una cantina sociale fa da intervallo prima di goderci il pranzo a base di polenta, polenta, polenta, polenta e....spezzatino. Non ricordo le altre portate, ma che volete, con 10 €, oggi come oggi, non si può pretendere di più. Almeno l'organizzazione era buona e l'accoglienza anche. Grande e mistica atmosfera sul sagrato del Santuario. Toccante la benedizione e ho visto tutti raccolti e convinti. Anche questo è bello.
E poi dicono che i motociclisti sono insensibili.

Altro bel giro di avvicinamento. Poi si riparte per ritornare a Torino, ma contenti e sopratutto sempre insieme e uniti con quel pizzico di stile solitario che non guasta.

p.s.: se ho dimenticato qualcuno mi scuso e se ho osato troppo anche. Alla prossima. è un report un pò lungo lo so ma scrivere queste cose mi ha preso

la mano come quando sei in viaggio in moto.


Contemax

 

 

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