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2° Motoraduno “Amici della Guzzi”.

Sapore di mare, ma non per noi: infatti, mentre il grosso del club partecipava al Motoraduno del Tigullio a Rapallo, io ed altri quattro ci siamo recati ad un’altra manifestazione che nulla aveva a che fare con la Riviera Ligure.
In occasione della festa della Madonna del Terdoppio, la concessionaria Moto Guzzi “Old Biker” di Pavia ha organizzato, nei giorni 27 e 28 Maggio 2006, in Località Chiusa di Zinasco Nuovo (PV), un raduno per appassionati della Moto Guzzi e del sidecar, aperto comunque a qualunque tipo di moto. Io ed il Tony, al secolo Antonio Giustini, titolare della citata concessionaria, Potentino trapiantato a Modena ed ex membro del Gruppo Modena Pork, abbiamo cominciato la vita selvatica sulle due ruote praticamente insieme, oltre vent’anni fa, nei pionieristici giorni delle Giacche Blu d’Italia, ma di fatto ci conosciamo da meno di dieci anni. E’ un personaggio da conoscere, appassionato della sua moto e del suo lavoro, ma soprattutto della festa e della compagnia.
Il raduno è piccolo, praticamente su invito, ma meglio così, molto intimo e famigliare e fuori dal bordello tipico di molti altri eventi di questo genere. Ero stato informato di questo ritrovo da Massimiliano, altro noto “fenomeno” guzzista Pavese.
Così Sabato mattina someggio la fedele California delle solite quattro cose che mi servono per la notte (comprese due bottiglie di buon Nebbiolo del Roero da offrire agli amici, benché andassi nella zona dei vini dell’Oltrepo, che hanno tuttavia titillato anch’essi il mio goloso ed insaziabile palato) e verso le quindici, dopo un rapido sguardo alla mappa per scoprire dove si trova questo luogo a me sconosciuto, m’incammino alla volta del raduno. La strada è quella percorsa mille e mille volte: Alba, Asti, Felizzano, pochi chilometri prima di Alessandria mi fermo per un rifornimento di benzina e do una mano ad una coppia di Rumeni aiutandoli ad inserire nel verso giusto la banconota nella fessura del “mangiasoldi” dell’automatico, poi in zona Cittadella svolto per Valenza e qui comincia un tratto di strada per me nuovo.
Dopo aver passato alcune dolci colline, avendo perso di vista le indicazioni per Mortara, entro per errore nell’abitato della città dell’oro. “Cribbio”, mi dico, “sulla mappa sembrava uno sputo di villaggio, invece è una discreta cittadina!”: giunto all’altro capo, vedo il Po ma non il punto in cui attraversarlo, né un ponte e nemmeno un guado, infine la miracolosa indicazione “Tutte le direzioni” mi riporta in breve sui miei passi.
Ecco il ponte, passo il padre di tutti i fiumi, mi fermo, sollevo la visiera del mio elmo, mi giro e, guardando l’altra sponda, cito testualmente. “Il dado è tratto.”.
Sono ormai nella “mia” Lomellina, attraverso le risaie e località a me note, quali Mede, Lomello e Sannazzaro e, poco dopo, Zinasco Nuovo, che sorge alcune miglia a Sud-Ovest di Pavia. Il raduno si svolge appena fuori del paese ed all’ingresso vengo agganciato da Massimiliano, Gianmario e Roberto, guzzisti Lombardi di mia conoscenza. Non c’è iscrizione, ma si versa la quota di € 15,00 comprensivi della cena del Sabato e del pranzo della Domenica e ci viene consegnato un sacchetto contenente alcuni oggetti ricordo ed un pacchetto di gallette di riso. Fa un caldo tremendo, così monto la tenda in un punto in cui, quanto meno il mattino dopo, secondo i miei calcoli, avrò l’ombra (confermato, nda) e vado senza indugio alcuno a darmi una rinfrescata nel vicino bagno.
Le tende sono una decina al massimo, le moto un po’ di più. Accampato e rinfrescato, mi porto verso l’ingresso, dove trovo Allbel e l’Ingegnere, i quali mi dicono che il Vigile è appena partito per rincasare.
Vi sono alcune moto messe a disposizione della concessionaria Old Biker per le prove: una California, due Breva e mi pare pure una Griso, tutte di colore rosso. Il programma della serata prevede la cena ed un intrattenimento musicale. Per quanto riguarda la cena, a soli € 7,50 abbiamo avuto un trattamento a mio avviso eccellente, con diverse portate abbondanti e servite due o tre volte ciascuna, con vino a € 4,50 a bottiglia e birra a due Euro a bicchiere da € 0,40.
La serata musicale è, invece, animata da un’orchestra composta da alcuni artisti di mezza età che suonano del buon liscio in modo parecchio accettabile: io non ballo, ma amo ascoltare la musica, specie se ben suonata. Le bevande non si contano, ad un certo punto, con Massimiliano, Gianmario ed altri guzzisti conosciuti sul posto ci avviamo a piedi nel vicino paese per visitare una birreria, in cui si sta esibendo una buona orchestra rock e gustiamo diverse birre e grappe. Non so a che ora siamo rientrati, tuttavia è notte fonda e tutti ci ritiriamo per un meritato riposo. La Domenica mattina sbuco dalla tenda verso le nove e, devo dire, sto benissimo, ho dormito bene. Mi lavo, ma vengo informato dell’amara notizia che non è prevista la colazione: sicchè non mi perdo d’animo, comincio a sbocconcellare le gallette di riso del giorno prima e ripiego il sacco a pelo. Nel programma del mattino è previsto un giro turistico e la messa al campo in onore alla Madonna del Terdoppio, così lascio le operazioni di smantellamento a metà, mi preparo e verso le dieci si parte in colonna.
Il serpentone di Moto Guzzi è veramente notevole, penso sulla quarantina di mezzi, forse più: attraversiamo la vicina Cava Manara entrando da un arco ed uscendo dall’altro, le due porte della città, la folla che affolla la piazza centrale ci saluta e ci applaude e, poco dopo, deviamo verso Sud.
A Casteggio, ormai in Oltrepò, risaliamo una collina, in cima alla quale, dopo pochi chilometri ed alcuni interessanti tornanti, giungiamo presso un produttore di vini per la degustazione ed eventuali acquisti.
Costui ha una enorme cantina, disposta su due piani sotterranei con tanto di ascensore, più l’area al pian terreno adibita a spaccio, degustazione ed un ulteriore piccolo deposito per botti e botticelle.
Io non è che avverta un’irrinunciabile necessità di vino, tuttavia mi concedo un paio di bicchieri, poi acquisto un paio di bottiglie. Sulla strada del rientro si decide per una tappa presso un finto agriturismo per un finto caffè (io questa tappa non l’ho proprio capita, nda.), poi il ritorno al raduno per il pranzo, che è sulla stessa linea della cena, con l’aggiunta del budino finale, quantunque anche la sera prima sono stati serviti dei biscotti da accompagnare al caffè. Dal momento che ci siamo persi la messa al campo, il prete ci rende visita nel pomeriggio, dice due parole di preghiera per i motociclisti, benedice le moto e le ribenedice una ad una col conducente accanto: il contegno tenuto da tutti noi è da fare invidia alle più sontuose funzioni Vaticane ed il prete è stato ringraziato ed applaudito per la visita che ha voluto concederci.
A mano a mano la gente lascia il posto, io termino di impacchettare le mie cose, mi gusto un mezzo Toscano ed il bicchiere della staffa, saluto e faccio rientro al paesello. Lungo la strada risento un po’ delle poche ore di sonno della notte precedente, ma una breve tappa ed una doccia a casa mi rimettono tosto in sesto.
Bella festa, piccola e famigliare, bella gente, cordiale amicizia e grandi bevute senza tanti fronzoli, come ai vecchi tempi.

Antonino l’Imperatore

*foto concesse dall'amico MaxPavia



 

 

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