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Comincio
con una premessa: a causa della non conoscenza della lingua,
non avendo una cartina dei luoghi girati, e la forte presenza
di alcool nel mio organismo, i nomi di persona e dei luoghi
saranno omessi, o al massimo, di fantasia. Il Berti doveva
giungere a Mestre per le 18... e' arrivato alle 20. Benza
e partenza con tappone a Trieste per caricare una mia amica
che per telefono mi dice: ho 2 cosine da mangiare, lasciami
un buchino nelle borse... un trike non bastava, ma tra compressioni
varie e l'ausilio del Berti che ha usato anche gli specchietti
per caricare roba, ripartiamo verso le 22:30 abbondanti.
Già da Trieste al confine, 7-8 km, l'aria cambia,
si fa molto umida, ed il Berti avvisa che peggiorerà
strada facendo, dato che saremo in mezzo alle montagne.
Confine passato senza controllo documenti (e quando mi ricapita?)
e comincio a godermi l'autostrada slovena, che mi lascia
favorevolmente colpito, e per il tracciato, e per le condizioni
di asfalto. Il Berti tiene andature altalenanti tra i 150-160
abbondanti, ma stando al suo strumento, viaggia sui 110-120!
Si vede che la Guzzi assoldava progettisti svizzeri. Poco
prima di Ljubljana, sosta benza, e Berti ne approfitta per
chiedere informazioni su quale uscita autostradale prendere
per andare dove dobbiamo andare. Ma prima di ripartire,
Berti va al bagno, ed assieme alla pipi', scarica anche
le informazioni sulla strada. Difatti da lì a 30
min. dopo, sbagliamo strada. Il Berti si riferma a chiedere
info fuori da un pub, casualmente a 3 ragazze da sole. Non
so perché, ma questa volta le info gli rimangono
in testa!! E difatti ancora 30 min. tra autostrada ed un
tratto di statale tutto curve, ed arriviamo a Mozirje. Attraversando
il villaggio, ci investe un odore di forno... l'acquisto
di pane e' obbligatorio. Siamo a pochi metri dal piazzale
del raduno, percorriamo una piccola stradina e mentre guardo
un cielo stellato come pochi e dei curiosi animaletti che
attraversano la strada continuamente, che vedo? In un prato
distinguo una macchia rossa....poi vedo la forma, un ovale....e'
Guzzi, era lo stemmone Guzzi. Comincio a gridare: Guzzi,
Guzzi! Siamo arrivati. Sono le 2 di notte circa. Tiriamo
fuori salame, caciotta, birra e vino, e cena fu. Manuela,
la mia passeggera, e' contenta. Le piace la moto, il viaggio
in notturna lo ha trovato meditativo, ed e' curiosa di partecipare
ad un motoraduno. Durante la nostra cena, arrivano 2 ragazzi
del club sloveno. Presentazioni, 2 chiacchiere, montaggio
tenda e nanna. Sono ormai le 3. Al mattino ci si sveglia
verso le 8, ed il Berti, non so se per necessità
o per convivialità, tira fuori la grappa che comincia
ad offrire al mondo. Non so quante volte l'abbia offerta
a me.... intanto cominciano ad arrivare moto, Un bel pò.
Arrivano altri sloveni, ungheresi, italiani. Un bel gruppone
da Pordenone, affiliati della concessionaria CRM, e poi
Marco delle Aquile Etrusche da Piombino. Il piazzale comincia
ad affollarsi. Si beve, si parla, si guardano le moto. Non
vi dico la faccia di Manuela quando si e' svegliata, verso
le 11, vedendo il piazzale che la notte prima abbiamo trovato
deserto, pieno di gente e moto. Altra sorpresa: in Slovenia
si fuma nei locali! Il pomeriggio passa cazzeggiando e bevendo.
Tanto! Quando il gruppo ritorna dal giro sulle montagne
circostanti, si fanno i giochini: gara del più lento,
sono stato eliminato subito, e lancio del monoblocco. Il
lancio fatto dal vincitore non ha consentito il recupero
del blocco, perché proiettatto ad una distanza tale
da cadere in territorio austriaco! Caz, avrà fatto
20-25 m abbondanti. Tra una pioggerellina l'altra, arriva
la sera. Si cena, si beve, c'e' musica discreta, ed io e
Manuela continuiamo a chiacchierare con Wayne canadese trapiantato
in Slovenia, Che con il Berti si e' sparato un bel giro
dell'Est Europa. E' un personaggio, e la sua moto ancor
di più: Guzzi G5 con 250.000km, e due borse artigianali
ricavate da una fusione di ghisa, credo. durante la serata,
complice un buon tasso alcolico, e' ormai facile mettersi
a parlare e scherzare con chiunque. E nel mio girovagare
tra tutti i guzzisti, noto che buona parte delle guzziste
hanno il tatuaggio Guzzi. Qlcuno anche sul collo! Caz che
attaccamento al marchio, ma alla fine scopro che e' un tatoo
temporaneo fatto giusto per l'occasione. Non so più
a che ora, e non so più a che birra vado a dormire.
Appena messomi nel sacco a pelo succede una cosa strana:
mi sento bussare da sotto! Mi son sdraiato su Manuela? No,
e' qui al mio fianco. Ma allora? Tasto il sacco, perlustro
la tenda, alla fine: talpe, di sicuro. Con un prato grosso
come la Provincia di Cuneo, giusto una tana sotto il culo
dovevo beccare? Cmq le talpe hanno bussato, io non ho detto
avanti, e quindi non hanno più insistito. La domenica
mattina sveglia presto, colazione con 3-4 dosi di caffè,
saluti, scambio mail, smontaggio tenda e via, pronti per
partire. Ma contrariamente alla umida notte in cui siamo
arrivati, ora c'e il sole. Un bel sole. Caz che caldo, fortuna
che in movimento passa tutto. Facciamo il tratto di autostrada
fino a Ljubljana con il canadese, dopo di chè si
esce e si attacca con la statale. Bellissima. Un continuo
di curve, quasi tutte in mezzo a boschi. Temperatura fresca,
poco traffico, ed il Berti che nelle soste caffe-cibo-sigaretta,
ci da' spiegazioni su abitudini e luoghi della Slovenia.
10km circa prima del confine, il paesaggio cambia di colpo.
I boschi di alberi ad alto fusto, lasciano il posto ad una
vegetazione più bassa e diradata: e' il Carso. Manuela
e' praticamente a casa, io vicino, il Berti... beh dai,
550km si fanno in fretta, no!? Ci si ferma a casa di Manu
per mangiare qlcosa e riposare un pò. Il Berti mi
dice: mi metto in poltrona, dovessi mai addormentarmi, chiamami
alle 16:15. Nn ho avuto neanche il tempo di dirgli "va
bene"... la stanchezza, quando c'e' ce. Berti lascia
Trieste poco prima delle 17:00, io mi fermo ancora un'oretta
a salutare altri amici, poi statale, Venezia. E' stato un
bel raduno, nulla di assurdo, ma bello, sono stato bene.
Ho avuto la possibilità di vedere che la Slovenia
e' un paese che vale la pena girare, ho conosciuto guzzisti
esteri. Insomma, esperienza più che positiva. Che
mi ha fatto venir la voglia di partecipare al raduno in
Ungheria che ci sarà ad agosto. Vedremo se il lavoro
lo consentirà.
Riccio
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