Sono
le 8,30 di Venerdì 19 Luglio 2002: tutto è pronto,
non resta che fare avviamento e partire. La
mia meta è il raduno Moto Guzzi organizzato da Moto-Spezial
ogni due anni a Gomadingen, in Svevia, 90 km circa a Sud Est di
Stoccarda.Il tragitto è del
tipo medio-lunghino, 650 km scarsi, roba da un giorno di sella senza
strafare.
Ho
appuntamento a Vigevano con Massimiliano di PV, verso le dieci,
ma un incidente
tra auto ed un paio di cantieri stradali mi fanno perdere una buona
mezz'ora. Attaverso la "mia" Lomellina, già afosa
a metà mattino ed arrivo presso il Lido di Vigevano, ma Massimiliano
non c'è ancora. O
meglio, non c'è più: ha aspettato per mezz'ora e poi
si è portato avanti.
Così ci
sentiamo via telefono e mi spiega che lui è già ad
Abbiategrasso. Nessun problema, l'incontro avviene pochi minuti
dopo, così partiamo alla volta della frontiera Comasca. All'area
di servizio nei pressi di Mendrisio agganciamo Kurgan il Bergamasco
(che di nome fa Roberto), che ci sta aspettando a bordo della sua
1000 Quota. Facciamo una sosta all'ingresso della galleria del San
Bernardino, per uno spuntino ad un chiosco che sorge in quel punto:
la giornata è splendida,
ci piacerebbe transitare per il passo, ma optiamo per la strada
più veolce.
La
tappa successiva è alla
consueta (per me) stazione di servizio "Heidiland", a
Maienfeld, località dove si ambienta la fiaba di Heidi (ecco
perchè la stazione di servizio si chiama così): ci
prendiamo un caffè, il Kurgan rende omaggio alla ritirata,
mentre Massimiliano interrompe spesso il discorso per farmi notare
le diverse belle figliuole che vanno e vengono dal locale, infine
rabbocchiamo i serbatoi delle nostre moto con dell'ottima 98 ottani
a buon mercato e ripartiamo.
Feldkirch,
Dornbirn, Diepoldsau, i nomi che si susseguono lungo l'autostrada
Elvetica
mi ricordano le relative uscite che usavo sino al 1998 per passare
Bregenz ed entrare in Germania, dopodichè ho semrpe percorso
strade secondarie e passi Alpini.
Diepoldsau,
nella fattispecie, era l'ultima uscita che portava direttamente
a Bregenz:
era l'unica strada in questa direzione su cui si era incanalati
ed era impossibile sbagliare. Ora è stato aperto il tratto
che collega Sankt Margrethen a San Gallo e la caotica Zurigo, per
cui, cercando un'uscita migliore e più diretta, mi sono trovato
fuori strada. Appena riordinate le idee, riprendiamo l'ausostrada
in senso inverso, torniamo sui nostri passi ed in breve siamo a
Bregenz, passiamo la frontiera che non c'è ed a Linidau (già in
Germania) imbocchiamo la A96. Anche qui, tra Argenbuehl, Isny e
Wangen, mi ritorna alla mente la festa dei guzzisti a Siggen, da
cui manco dal '96 e che ho rifrequentato di recente. Ora mancano
circa 150 km alla meta: tappa a Memmingen per l'ultimo pieno, dove
lasciamo l'autostrada per l'ultimo centinaio di chilometri e sono
le diciannove.
La
via più breve è la
statale che serpeggia tra Biberach ed Ehingen, a volte offrendo
curve che invitano alla piega. Finalmente siamo al raduno: vorrei
dare una rinfrescata al mio inimitabile viso ma, vista l'ora e l'approssimarsi
del buio, preferisco montare la tenda e mettere qualcosa sotto i
denti, per il resto rimando all'indomani. Nel tendone della festa
ho appuntamento, alle 21, con Alessandro, detto Ale Crucco, che
arriva con la tipica puntualità del Veneto emigrato in Germania.
Appena mi vede, con la sua gentile signora, mi riconosce al volo
(zum wohl,
o qualcosa del genere) grazie alla toppa Gallica e senza indugio
ci prendiamo cibo e birra e ci accomodiamo tutti e cinque ad un
tavolo.
La
serata scorre tranquilla, tra brindisi, fotografie e lezioni di
Tedesco impartite
da me medesimo che, dopo qualche boccale di birra di frumento, sono
già quasi un professore!E'
la prima sera, la musica viene dallo stereo e non c'è molta
gente.
Verso
la mezzanotte Ale Crucco e la moglie (che si chiama Elena) si ritirano,
mentre
io ed i miei compari visitiamo l'area del tendone riservata ai superalcolici,
per gustarci un grappino, ma la bevanda più forte che viene
servita è un Italianissimo Ramazzotti. Per motivi di sicurezza,
ci dicono. Allora ci mettiamo a parlare con una cameriera Tedesca
che sa un po' di Spagnolo.
Ad
un certo punto anche il Kurgan si ritira in branda, così io e Massimiliano,
rinnovata la tessera del Moto Guzzi Club "Tiratardi",
ci accomodiamo su una panca introno al fuoco, nel prato, una cosa
molto tipica ai raduni Tedeschi e, tra una birra ed un sigaro, un
sigaro ed una birra, si fanno le 4,30, ci godiamo le prime luci
dell'alba come due romanticoni e ci ritiriamo a nostra volta in
tenda. Il Sabato abbiamo appuntamento con Ale ed Elena per il pranzo
presso la mangiatoia della pensione dove alloggiano, ma io alle
nove o poco più sono già in bagno a cercare di darmi
una risistemata interna ed esterna.
Facciamo
colazione e ci avviamo verso il paese a piedi, non è che ad un chilometro
di distanza. Visitiamo
Moto-Spezial, una delle prime costruzioni all'ingresso del centro
abitato: già concessionaria della Moto Guzzi, l'azienda diretta
dai coniugi Hans-Peter e Sybille (che parlano un Italiano quasi
perfetto) da alcuni anni produce motocicli in serie, come la famosa
Bassalunga, oppure la Sportiva, una nuda in stile anni '70, con
motorizzazione del tipo "serie grossa" (e qualche non
rara elaborazione meccanica) ed alcuni accessori, il tutto proveniente
dalla nota Casa di Mandello.
La
struttura era inizialmente utilizzata come ditta tessile ed è incredibile
il reparto assemblaggio e produzione di parti speciali pavimentato
a palchetto. Addirittura si scivola, ma non per l'olio: da far invidia
alle migilori piste da ballo! Dovrei acquistare alcune cose, ma
rimando al dopo pranzo, per non andarmene in giro tutto il tempo
col sacchettino. A mezzodì siamo
in trattoria, Gasthaus "zur Lamm" e siccome mi risulta
che "lamm" significa "agnello", non esito a
tradurre il nome in Trattoria "da Aniello", che fa molto
Napoletano e non guasta.Elena
ed Ale, che di casa risiedono a Monaco, sono reduci da un breve
giro turistico mattutino tra castelli e cattedrali e ce ne illustrano
le peculiarità, mentre ci accomodiamo ad un tavolo all'aperto.
E
qui succede il fattaccio: io mi siedo davanti alla Elena (che ha
veramente un bell'aspetto
e la fotografia qui presentata non le rende affatto giustizia),
al cui fianco prenderà posto il consorte e pronunzio la seguente
frase: "Mi siedo qui, perchè mi piace avere il sole
di fronte".
Naturalmente
il paragone con l'astro era riferito alla donna, la quale, dopo
un
breve momento di smarrimento dato dalle mie parole e da quell'alone
di fascino senza tempo che mi circonda, si riprende e, rivolgendosi
al marito in un Tedesco da manuale, dice: "Te g'ha sentì che
romantico e gentil, te no me dise mai ste cose!".
Fatta
la mia bella figura e consumato il pranzo, la signora si ritira
per un pisolo,
mentre noi uomini ci concediamo alcuni grappini. Dopodichè anche
Ale sale in camera dandoci l'appuntamento per la sera, io mi avvio
con gli altri da Moto-Spezial per i miei acquisti e rientro al campo
da solo per prendere la moto ed andarmi a comprare del fumo in un
altro paese a 10 km.
All'ingresso
incontro Paolo (1100 Jackal) e morosa (ex V65 Florida), due guzzisti
di Trezzo
d'Adda che mi sembra siano su GuzzistiLiberi e come primo saluto
lui estrae la fiaschetta e mi offre la sua grappa... come se non
bastasse! Alla sera la gente è raddoppiata, sono arrivati
anche altri Italiani ed altri amici, musica dal vivo col solito
(e bravo) Dannemann and Friends, a seguire lotteria e premiazioni.
Moto-Guzzi.it prende una coppa ed io ed Ale, che indossiamo la maglietta
ufficiale, saliamo sul palco a ritirarla. Mi ero iscritto anche
come Gallo Cisalpino, natualmente, ma ero da solo: va be', l'importante è far
conoscere il nome. Il copione
ricalca quello della sera prima: mangiare, bere e gara non competitiva
delle cazzate.
Non troppo tardi
la coppia Veneto-Bavarese si ritira, in quanto intendono partire
l'indomani mattina, mentre noi continuiamo a gozzovigliare. La notte
continua con la solita visita all'area dei (pseudo) superalcolici,
Kurgan che si ritira alle due, io e Massimiliano che andiamo al
fuoco, io mi ritiro verso le quattro e lui ci prova con una tipa,
che comunque non ci sta e si ritira poco dopo.
La
Domenica mattina c'è il sole, così com'è stato per i giorni
precedenti: decidiamo di smontare con tutta calma, dopo colazione
e cercare un giacilio per la notte successiva nei pressi del vicino
Lago di Costanza, oppure nell'altrettanto vicina Svizzera, tanto
per farci un giro turistico prima di rientrare in Patria. A
colazione parlo del nostro programma Domenicale a Klaus (SP II),
comandante del Moto-Guzzi Club "Bodensee" (è così che
essi chiamano il Lago di Costanza) e Sylvia (Nevada settemmezzo),
la moglie, entrambi ben noti agli amici di Campogalliano.
I due, che conosco
da diversi anni, non esitano a proporci di fare il breve viaggio
insieme (circa 60 km) e di cenare e pernottare in un'economica pensione
del loro paese, Owingen, a quattro chilometri dal lago. Basta una
loro telefonata per fissare un posto branda per ognuno (compresi
Paolo e signora che si sono aggregati) al costo di 21,- Euro a cranio,
colazione compresa: aggiudicata!
Nel
corso della mattinata si susseguono alcune veloci perturbazioni,
che determinano
ben tre acquazzoni e ci costringono a ritardare le operazioni di
smantellamento, ma finalmente nel primissimo pomeriggio siamo pronti
a muovere. Impieghiamo poco più di un'ora, viaggiando in
tutta tranquillità, per raggiungere il lago, mentre il sole è ormai
il padrone del cielo da quando siamo usciti da Gomadingen.
Parcheggiamo
sul retro della pensione (veramente economica vista la zona in cui
sorge)
e decidiamo di bere una birra prima di sistemarci in camera per
le operazioni di lavaggio e cambio, ma la spumeggiante bevanda ha
come contorno un copioso tagliere guarnito di insaccati e formaggi,
per concludere col consueto grappino, offerto dal gestore in quanto,
nel frattempo, il televisore del locale da la notizia della vittoria
di Schumacher a bordo della sua Ferrari in non so più quale
cricuito. Così felici
Italiani e Tedeschi e brindiamo tutti insieme con la grappa ad un
gemellaggio a 40°! Nel
tardo pomeriggio siamo pronti per una passeggiata ad Ueberlingen,
proprio sul lago, a quattro chilometri da Owingen, per raggiungere
la quale ci dividiamo sulle due auto guidate da Klaus e Sylvia.
Ueberlingen è tristemente
nota per una sciagura aerea consumatasi nei suoi cieli ai primi
di Luglio di quest'anno: parlo di quei due velivoli che, come si
disse, mal istruiti dai controllori di volo della vicina Svizzera,
si scontrarono in volo causando una settantina di vittime e spargendo
brandelli di uomini e cose nei campi circostanti per un raggio di
30 km. Appena usciti da
Owingen Klaus attacca col racconto: "In quel campo di granturco
hanno trovato un motore" e poi: "Lì, a destra,
dove c'è quella croce hanno trovato il braccio di uno e la
gamba di un altro" e via di questo passo.
Le
croci sono numerose infatti, sostiamo a visitarne almeno un paio
lungo la strada.In
una piazzetta della cittadina lacustre, intorno ad una fontana che
indica più o meno il punto esatto sopra il quale si è verificata
la catastrofe, sono state deposte varie corone e messaggi di cordoglio.
Klaus
stesso è stato,
in parte, testimone dell'evento: era pomeriggio, stava pennichellando
a casa quando ha sentito un botto, ha aperto la finestra ed ha visto
in direzione del lago parte dell'esplosione. Ueberlingen è la
tipica località da turismo lacustre, paragonabile alle nostre
Bellagio o Stresa, con alberghi, ristoranti vista lago e battelli
panoramici. Dopo la visita rientriamo per la cena nella bettola
della nostra pensione e qui la fa da padrona l'ottima birra di frumento
scura. Ci viene anche somministrato, a fine pasto, un bicchiere
di Ramazzotti con ghiaccio e limone: dicono sia la moda presso quelle
genti. Poi i nostri amici
Germanici si congedano, l'indomani devono lavorare, mentre noi rimaniamo
ancora un po' a chiacchierare.
Anche
Paolo e signora ad un certo punto salgono in camera, così noi tre scapoli
beviamo e familiarizziamo con altrettanti maschi locali sino alle
due (il locale avrebbe dovuto chiudere a mezzanotte, va be'...). In
preda ad affetto faunistico, Massimiliano dedica al bruno cagnolone
del padrone della pensione, che ci accompagna sino alla porta della
stanza, un'improbabile "Oh mein Braune Cagnulin", in un
Tedesco molto Pavese.
Lunedì è l'ultimo
giorno della trasferta e durante la colazione arriva Klaus che,
come promesso, viene a darci l'estremo saluto (per ora, eh, eh!). Lui
lavora prevalentemente da casa, via Internet o comunque al computer
ed abita a circa trecento metri, quindi si concede un caffè con
noi e ci da l'arrivederci a Campogalliano o Mandello. Costeggiamo
il lago per un buon tratto, passando nella trafficatissima periferia
di Friedrichshaven ed imbocchiamo la via del ritrono a Lindau.
Facciamo
una tappa all'uscita della galleria del San Bernardino, per mangiare
qualcosa
al chiosco dell'andata, poi via verso Lugano, Como e qui ci separiamo,
ognuno per la sua strada con la promessa di rivederci al più presto.
Antonino
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