e
alla fine siamo partiti, sotto un maledetto sole che scioglieva
le visiere e i pensieri, che nel nostro danno l'unico danno
rilevante è quello alle visiere. Nella mattinata
di venerdi io e Artos abbiamo puntato le moto verso est
decisi a raggiungere la bikerfest. A Vicenza, raggiunta
in volata con una sola pausa caffè, brioches e spremuta,
abbiamo deviato per andare a vedere un sidecar che volevo
comprare. Trattavasi di carrozzino originariamente montato
su una goldwing, applicato su un v 50 della polizia e complessivamente
riverniciato di verde acqua. Una cosa senza senso. Per quattromilacinquecento
euri. La trattoria lì vicino ci ha rinfrancati e
abbiamo deciso, anche per merito del proprietario del sidecar
che uno che accrocca una moto simile è un coglione
e nooi dovevamo immaginarlo, di fare i duecentocinquanta
chilometri che restavano su statale. Io lo sapevo che era
un delirio ma il caldo aveva infierito sul mio unico neurone
funzionante (l'unico fabbricato in baviera). Una coda di
camion ininterrotta per duecento chilometri circa, senza
soluzioni di continuità. Siamo arrivati nel pomeriggio
a Udine, ci siamo dati una lavata e poi siamo finiti in
un tremendo vortice di cibo liquidi diversi e moto perse
nella notte. In un locale animato da preponderante presenza
femminile abbiamo concluso con un assurdo pollo alla messicana.
Poi la notte, lo ammetto, ho dormito con Artos, nel senso
che ci hanno piazzato nella mansarda del mio amico Jejo,
guru del guzzismo mondiale. Infatti lui e Artos sono riusciti
a bombardarmi i coglioni per tre giorni con la storia che
la guzzi è meglio della bmw. Di mio ero felicissimo
perchè ho di nuovo una moto che mi porta in giro
allegramente e consuma niente e funziona, che qualche sicurezza
tocca averla. La mattina successiva mentre ero alla guida
di un kawasaki (a Udine conosco centinaia di motociclisti
e ognuno guida quello che gli pare e io con loro) ho visto
Sergio rischiare un brutto impatto con un trattore imbizzarrito
ma, giusto il tempo di recuperare un pieno dal mio amico
benzinaio e già eravamo diretti verso la carnia,
le montagne. Il posto era splendido, la presenza non era
quella delle cifre record di qualche anno fa ma è
sempre un raduno impressionante. Siamo saliti sul palco
io e Jejo e abbiamo divertito tutti con le nostre cazzate
sui viaggi in moto e gli aneddoti, poi la cosa s'è
fatta seria quando ho raccontato di Raf, citando a più
riprese il club di cui ho portato insieme ad Artos i colori
per i tre giorni interi. siamo entrati gratis come graditi
ospiti e ci hanno offerto pure il pranzo. Da lì è
stata vita da raduno con amici nuovi e vecchie facce ritrovate
(Favre ci ha accolto calorosamente con il microfono gridando
al nostro ingresso "ecco che arriva gente importante,
abbiamo qui i galli cisalpini". Favre era il presidente
della giuria e s'è svelato anche profondo conoscitore
di cubiste, ma di questo preferisco non parlare oltre. La
sera è arrivato il classico temporalone friulano,
siamo rimasti bloccati nel tendone della birra (che strano)
fino all'una di notte. Altri amici e una lunga accesa chiacchierata
con i vertici di honda italia che se la tiravano un po'
ma che poi sono diventati amici e ci hanno invitato il giorno
dopo a fare un giro con loro. Alle tre, sfidando la sorte
siamo riusciti a tornare a Udine scendendo la montagna che
ancora grondava. Giusto qualche ora di sonno e poi un ritorno
sparati nella giornata della domenica, sotto un sole mortale.
Artos si è versato una bottiglia di gatorade nelle
mutande all'autogrill. Giuro. Nel pomeriggio siamo tornati
a casa. La sera sono andato a un concerto e a mezzanotte
trangugiavo bomboloni caldi alla crema con mio figlio e
Ste. On the road again….
oggi al lavoro sono
un po' rallentato. sarà il caldo. Il gallo graal
mi ha appena telefonato per chiedermi un favore, speravo
si trattasse di progettare con lui una guzzi turbo e invece
deve portare la lavatrice in cantina. Alle diciannove. Alle
diciannove zero due mi parte un embolo. Lo sento.
Blughost
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