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Brescello, 2 e 3 giugno 2007

In realtà noi siamo partiti già il 1°, ma andiamo con ordine.
Giovedì sera, durante la nostra settimanale riunione al Guzzi on the road, si è dibattuto a lungo sulle previsioni del tempo, sullo schifo che facevano, sull’opportunità o meno di rischiare scivoloni e, soprattutto, reumatismi et similia per partecipare nonostante tutto al raduno in oggetto. Praticamente eravamo divisi in due correnti di pensiero: i più tenaci (e i meno numerosi) caldeggiavano una partecipazione comunque, gli altri (tra cui noi) erano più per un’attenta valutazione del meteo dell’ultimo minuto, pronti a rinunciare se la situazione non fosse migliorata. Così ci siamo lasciati.
Il mattino dopo, al risveglio (ad un’ora civile, visto che eravamo in ferie!) abbiamo scoperto che non pioveva più. Le previsioni del tempo alla radio, però non lasciavano speranze! Ho acceso il P.C. ed ho cominciato a visitare tutti i siti meteorologici disponibili, infatti, in realtà a tutti e due scocciava un casino non andare a Brescello… Abbiamo pensato, visto che per il sabato le previsioni sembravano un briciolino meglio, di partire con la “banda Brichet” la mattina dopo…ma sprecare un giorno di ferie ti fa girare le palle a mille…Ad un certo punto Riccardo mi raggiunge in cucina e mi fa: “Guarda che le previsioni adesso sono un po’ migliorate, io partirei oggi pomeriggio. Telefona per prenotare l’albergo”. Prima di sentire l’albergo, ho chiamato Elisabetta per sapere cosa avevano deciso lei e Sandro e lei mi ha risposto che anche loro avevano deciso di partire nel pomeriggio. A questo punto ho chiamato la “Tavernetta del Lupo” ed ho prenotato due stanze, poi ho mandato un SMS ad Anna “Brichet” ed uno ad Elena-la-cugina-di-Luciana, per confermare la nostra partenza ed il luogo dove ci saremmo visti.
Alle tre e mezza, caricate le moto con le poche masserizie necessarie (un altro vantaggio dell’andare in albergo sta proprio nel viaggiare mooolto meno carichi!), Riccardo ed io partivamo, senza aspettare Elisabetta e Sandro trattenuti da un’urgenza lavorativa di lui (ci avrebbero raggiunti in serata).
Fino quasi a Piacenza il viaggio è stato tranquillo, ancorché in mezzo ai Tir e con qualche spruzzata d’acqua qua e là; poco prima di Piacenza però la situazione è cambiata e – viva i cavalcavia ripara motociclisti – ci siamo dovuti fermare per indossare le cerate. Pochi minuti di duro lavoro ed i due prodi…”Gialli” Cisalpini (!) sono ripartiti. Da quel momento in avanti abbiamo preso di tutto, grandine compresa, fin quasi a Parma. Usciti dall’autostrada, durante una brevissima sosta (riposino e sigaretta) siamo stati oggetto dell’attenzione di due villici autoctoni, che ci hanno chiesto, tra l’altro, dove fossimo diretti. Quando abbiamo risposto “A Sorbolo” (chè lì trovavasi il nostro albergo), ci hanno dato le indicazioni utili a raggiungere il luogo in breve tempo e per stradette amene di campagna.
Morale, verso le otto circa siamo giunti a destinazione. Preso possesso della nostra camera (molto carina e confortevole), stese ad asciugare le tute anti-pioggia, indossati indumenti più comodi, siamo scesi per aspettare i “bambini”: Elisabetta ci aveva chiamati verso le otto e venti, per avvertirci che erano ad una quarantina di km da Parma, dunque potevamo ipotizzare che sarebbero arrivati verso le nove…Alle nove e mezza, noi due eravamo già belli preoccupati, ci hanno richiamato per avvisare che si erano persi…Finalmente alle 10 sono arrivati!
Dopo una veloce (e piuttosto costosa) cena, siamo andati a dormire.
Al risveglio…be’ acqua a catinelle, come se fossero mesi che non pioveva…
Abbiamo fatto colazione e poi abbiamo tergiversato a lungo (ho persino guardato un pezzo di sfilata del due giugno alla televisione!), perché non eravamo affatto entusiasti all’idea di rimetterci le tute da pioggia per fare gli otto km che ci separavano ancora da Brescello! Ma tant’è, non sapevamo a che ora sarebbero arrivati gli altri (non sapevamo neppure “quanti” altri sarebbero arrivati), ma sapevamo che a Torino c’era il sole e questo voleva dire che “sarebbero arrivati”! Anche di Riccio non sapevamo più nulla: aveva scritto in lista dandoci il suo numero di cellulofono austrokrukko e invitandoci a contattarlo via SMS, ma avevamo già mandato più di un messaggio senza ottenere risposte! Insomma, la pioggia non diminuiva, ormai erano quasi le 11, ci siamo bardati e siamo partiti.
Riccio, con un panino in una mano ed un bicchiere di vino nell’altra, che si sbracciava ululandoci di fermarci dalla soglia di un baruccio è stata la prima cosa che abbiamo notato di Brescello! Con sua gran delusione noi siamo andati a parcheggiare (prima in piazza e poi, visto il diluvio, sotto i portici). Poi baci, abbracci, grandi feste, caffè, pipì, vino bianco…intanto sono arrivati “gli altri”: Brichet, Anna (in scooter!), Matteo, Simona, Roberto, Elena (zavorra di Roberto per l’occasione), Slowbiker, Christian e Cristiana, Allbell e Cristina. Altre grandi feste, una puntatina delle “signore” alla pesca di beneficenza organizzata dalle vecchine della parrocchia (quanti roclò ci siamo caricate, eh, Anna?), l’aperitivo (ancora!) e poi a pranzo: menù a prezzo fisso nel ristorante gestito da un rumeno (anche qui?), però buona roba da mangiare e buon Lambrusco ad accompagnare il tutto.
Nel pomeriggio sono arrivati anche l’Imperatore e Stilla-GPS, appena prima che si ri-scatenasse il diluvio. Devo dire che gli ultimi arrivati (Alessandro e la moglie, Antonino e Stilla) hanno avuto un bel coraggio a montare la tenda nonostante tutti gli altri si fossero organizzati in albergo (praticamente la Tavernetta del Lupo era un quartiere di Torino!)! Beata gioventù!!!!
Comunque, data l’acqua che ha continuato a cadere abbondantissima tutto il pomeriggio, l’organizzazione ha dovuto annullare il previsto giro per i borghi e noi ci siamo consolati per le mancate degustazioni di vinelli locali con abbondanti libagioni consumate sotto i gazebo, finché hanno retto, e poi sotto i portici del bar “Don Camillo” che è diventato un po’ la succursale del nostro Guzzi on the road. Noi Galli eravamo, infatti, di gran lunga il gruppo più numeroso (e rumoroso!) e così abbiamo coinvolto anche altri motociclisti in una ridda di conversazioni, bevute, scherzi, un accenno di balli. Ma il momento clou è venuto quando Riccio ha tirato fuori le sue scorte di cibo: salame, spek ed una improbabile gorgonzola austriaci! La proprietaria del bar ci ha prestato taglieri e spazio (ci ha anche offerto una bottiglia di vino!) ed è partita la festa. A quel punto il tasso alcolico aveva già raggiunto livelli più che accettabili (io e mia figlia abbiamo scoperto che vino bianco e bitter – lo Spriz? – si sposano benissimo insieme e vanno giù come aranciata!), intanto ha smesso di piovere e ci siamo trasferiti sotto il tendone attrezzato dall’organizzazione per la cena. Della cena non ricordo più granché (c’era della pasta, della carne e delle patatine, ma non doveva essere superba) in compenso il lambrusco era buono. Riccio aveva ancora in serbo un liquore terribile (io mi sono appena leccata il dito su cui ne era caduta una goccia ed ho avuto le labbra che bruciavano per un po’!) e credo che sia stato questo a dare il colpo di grazia a Pipa! Mentre ballavo qualche “sixties” con Elena e Slowbiker, ho intercettato uno sguardo preoccupato della mia figliola, così sono tornata al tavolo ed, in effetti, mio marito era un po’ hombre. L’ho fatto alzare ed ho provato a farlo camminare un po’ in giro, per vedere se smaltiva, ma lui voleva dormire e quindi voleva prendere la moto e tornare in albergo. Per fortuna i Galli sono degli splendidi amici: Matteo è riuscito a convincerlo che se guidava lui era meglio; così, caricato Pipa sul sellino posteriore della sua moto, io sono salita sulla mia e Sandro, che aveva il compito di riportare indietro Matteo, sulla sua e siamo partiti alla volta dell’albergo. Inutile dire che Riccardo ha dormito profondamente tutta la notte ed al risveglio stava benissimo…io un po’ meno!
Al mattino abbiamo fatto ancora una puntata a Brescello (avevamo il buono per un panino ed una bibita, vuoi sprecarlo?) e poi avevamo amici da salutare: Riccio che tornava in Austria, e Roberto TG e Carla che si erano alzati alle cinque per fare un salto sin lì, e AllBell e Cristina un po’ malconci dopo la notte all’umido e ancora Antonino (che ha dato la sveglia a tutti all’alba credendosi un trombettiere) e Stilla, e forse Serros e Walter Brevona (ma sono arrivati più tardi e non li abbiamo visti).
Siamo ripartiti in una giornata di tempo discretamente bello – finalmente – ed il viaggio di ritorno è stato piacevole: ho perfino sperimentato l’ebbrezza delle alte velocità…va bè lo so che per voi è normale, ma per me fare i 155 all’ora DI MIA SPONTANEA VOLONTA’ è stata una vera conquista!
Una volta di più so di avere trovato nei Galli un gruppo di amici veri, con cui posso condividere un sacco di momenti piacevoli.
Grazie a tutti i miei compagni di viaggio e alla prossima!


laZia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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