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Lo scorso anno ci andai spinto dalla curiosità di visitare quei luoghi che tante e tante volte avevo visto in tv. quest'anno si somma anche la voglia di re-incontrare tanta buona gente conosciuta l'anno precedente. in più c'e'la particolarità del viaggio: il tappone dolomitico! per arrivare dove? A BRESCELLO per il raduno di "DON CAMILLO E PEPPONE". Arrivarci da Torino, sia con statale che con autostrada, e' noioso. Ma dato che quest'anno parto da Venezia, c'e' il venerdì di festa e le dolomiti son proprio qua dietro... Partenza alle 10 di venerdì da Mestre. A dispetto delle previsioni, c'e' il sole ed una buona temperatura. Si parte, direzione Treviso. Lì incontro per caso alcuni dei guzzisti trevigiani. mi fermo,saluto, 2 chiacchiere e riparto. Direzione nord vado verso Feltre. Da lì si vedono le montagne imbiancate già a bassa quota, mi penso un "speruman bin!" e proseguo. Prima di Belluno devio a sinistra (OVVIO) verso Agordo. Le strade cominciano a farsi divertenti, anche se nelle zone all'ombra c'e' un umido tipicamente invernale. Da Agordo prendo per Alleghe, piccolo paesino stretto in una gola e caratterizzato dal laghetto color verde smeraldo. Questo in basso, ma se tirate gli occhi 600-700 metri più in su c'e' qualcosa di stupendo: da un piccolo pianoro sopra il paesiello, si erge, perfettamente verticale, la parete del monte Civetta, circa 1000 metri di muro, impressionante. qui vengo punto da un'ape incastrata nei capelli, quindi mi fermo un po' per tirar 2 accidenti. Proseguo in direzione Canazei, passando per il passo Fedaia (2050m) sotto il ghiacciaio della Marmolada, Val di Fassa, Val di Fiemme, punto verso Trento, deviazione per il Lago di Garda. Ivi arrivato decido di farmi con calma tutto il lungo lago. Mai decisione fu più funesta. A parte le 2 intraversate con la moto “causa-pirla-che-sbuca-fuori-di-colpo”, un traffico spaventoso che non mi ha affatto godere le belle strade lungo la riva est. con grande gioia arrivo a Peschiera del garda, quindi fine lago, punto per Verona, Mantova. Da qui una statale drittissima da abbiocco, quando ecco: BRESCELLO, STAZIONE DI BRESCELLO! sono arrivato. Dai 189 Km che ci sarebbero da Mestre a qui percorrendo la strada più ovvia, ne ho fatti 515!! più di 400Km solo di curve. Vado subito a dare un occhio al campeggio, vedo già tende piazzate, un bel po' di moto, tante austriache e tedesche. Conosco subito un gruppo di 8 persone di un Motoclub di Udine. Presentazioni, piazzo la tenda e si va a cena nella trattoria che fa onore ai personaggi dei film qui girati. Ma come tutto ciò che gira intorno al turismo, anche qui ci danno un' inchiappettata con un conto salato. Sulla qualità nulla da dire, ma ci hanno pelato un pò. Meno male che di pelo io ne ho tanto!! La serata si conclude all' 1 passata nella celebre piazza del film, seccando lambrusco e parlando col presidente del moto-club, 76 anni suonati, di quando faceva la comparsa nei vari episodi della saga nostrana. Il giorno seguente i friulani fanno un girettino in zona, io troppo stanco dal viaggio e dal lambrusco, rimango in paese. Gironzolo un pò, poi non resisto: pennica in tenda. Ma questa viene interrotta verso le 11 da 2 galli. No, non dormivo accanto ad un pollaio, solo che sono arrivati Gino e Serros. Dopo pranzo si parte per il giro turistico-gastronomico-fortementealcolico. Pochi Km percorrendo le stradine che corrono sugli argini del Po, e si arriva in un piccolo borgo, dove ci attende il furgone dell'organizzazione, che ha gia preparato forma di parmiggiano e damigiana di bianco. Dopo qualche etto di parmiggiano e svariati bicchieri di bianco, si torna indietro. Peccato che qui molte strade sono dritte, sennò lo facevo io lo “sborone” in curva! a patto di azzeccare la prima... i 2 galli anziani decidono di tornare a Torino prima di cena, mi spiace, però sono contento che siano venuti. Cena la si fa nella piazza della casa del popolo, accanto al carro-armato utilizzato nelle pellicole. Il cibo finisce in fretta, il vino viene fornito in quantità smodata, e ad oltranza; e dopo non so quanta oltranza, mi esibisco col karaoke. Con "IO VAGABONDO" ed "UN PUGNO DI SABBIA" ricevo le ovazioni anche degli amici krukki! bello, mi esaltano queste cose. Fattosi tardi, e sfattomi io, decido di andare a nanna. Ma il riposo dell'alcolista viene interrotto da un episodio inquietante…. italiani, una donna in particolare, che insegnavano una canzone italiana agli austriaci. E fin qua può andar bene, e' per fraternizzare; ma la canzone era "GELATO AL CIOCCOLATO" di PUPO! e sono andati avanti un'oretta buona! inutile dire che l'indomani, una volta individuata la spacciatrice di trash-canoro, i vaffankul si sono sprecati!! smonto tutto, vado a fare colazione (panino con la coppa, salame portato da me e diversi bicchieri di bianco) quando vedo un toppato gallo. Era il vigile, non lo avevo mai visto. Era con il padre e l'ingegnere. Li saluto, saluto il gruppo friulano e parto. Statale anche stavolta, ma tragitto corto, con unica deviazione prima di Padova per provare le curve dei Colli Euganei. E ne e' valsa la pena. Bel raduno anche quest'anno. Il tempo ha tenuto, l'organizzazione e' buona, ho beccato un altro rasta-biker, figo, non sono solo. Ho rivisto tanta gente che mi ha riconosciuto dallo scorso anno (come mai?), ho rivisto Marco e Maria, sidecaristi di Milano, con lei su sedia a rotelle. Non si sono fermati a dormire perchè lei non era molto in forma, ma sono venuti lo stesso. Grandi! per concludere, mi sono divertito.

PEACE&LOVE, RICCIO.

Da parecchio tempo desideravo andare a Brescello per vedere di persona il paese nel quale si era girato “Don Camillo”, quel capolavoro di cinema popolare che ha affascinato intere generazioni di vecchietti come me e più di me che si ricordano di quei tempi così ben descritti dalla pellicola in questione e dalla serie che poi ne è seguita.
Tuttavia questo mio proposito continuava a rimanere accontonato in un angolo della mia memoria da parecchi anni ma questa primavera in una delle ns serate al “Guzi on the road” tra una birra e un bicchiere di buon vino Fabio in arte Riccio - Rasta mi parla della possibilità di partecipare a un motoraduno che si terrà proprio a Brescello. Allora era troppo presto per decidere con assoluta certezza però la cosa mi risvegliò l’interesse accontonato e subito gli espressi il mio desiderio di partecipare. Passarono i giorni e i mesi in qualche occasione parlammo ancora della possibile partecipazione con la naturale riserva dell’imprevisto negativo tristemente sempre in agguato, Poi Fabio per motivi di lavoro si è allontanato da Torino e di Brescello non si è più parlato ma oramai l’interesse era stato risvegliato e quando giovedì 1° giugno apro la posta sul pc e leggo che Fabio si accingeva a partire perché l’ora era matura non ho esitato, ho fatto il conto dei Km e visto che si poteva fare in un giorno ho deciso di approfittare della giornata di sabato, fortunamente libera, e mi sono organizzato per la partenza.
Prima cosa mando una E-mail ai Galli per vedere se la cosa può interessare poi mando un messaggio a Paolo per avvertirlo dell’iniziativa….. in serata mi trovavo a Mombercelli mi chiama Serros e mi dice che è interessato all’iniziativa ma non è ancora certo di poter partecipare mi darà conferma più tardi. Comincio ad accarezzare l’idea di fare il viaggio con un amico ma non voglio illudermi troppo x non essere deluso e fortunamente Sergio dopo poco mi da conferma con un sms….. partenza alle 7,30 di sabato appuntamento come al solito al Sito.
Sabato alle 7,30 con una puntualità svizzera mi trovo al sito, Sergio sta uscendo dal Bar ha già preso il caffè nel giro di pochi minuti partiamo seguendo l’autostrada Torino Piacenza a velocità sostenuta ma entro i limiti consentiti. Durante il viaggio ci concediamo una sola sosta per un caffè e una pausa fisiologica poi velocemente si riparte, il traffico è quasi inesistente e le nostre “California” praticamente identiche con l’unica variante del colore, ancora una volta si sono dimostrate comode e divertenti e non vediamo l’ora di riprendere il cammino. Arriviamo cosi a Piacenza e da qui proseguiamo in direzione Bologna, la situazione traffico come previsto è molto cambiata, comunque giungiamo a Parma entro i termini della tabella di marcia stabiliti, scartiamo la prima uscita e usciamo alla seconda, una breve sosta per il pieno di benzina abbiamo percordo 250 km oramai è fatta ancora circa 20 e siamo arrivati.
Entriamo a Brescello dopo le undici infilando una via che ci ha portati proprio nel centro della storica piazza. Ci troviamo con la chiesa e la statua di Don Camillo sulla destra, il municipio e la statua di Peppone sulla sinistra, di fronte al municipo si allarga la piazza sulla quale nel film era stato eretto il soppalco dal quale Peppone pronunciò lo storico discorso: “Compagni prima di cedere la parola al compagno venuto dalla città per festeggiare con noi il trionfo totale del popolo e della democrazia voglio darvi una grande notissia: tra qualche giorno cominceremo la costruzione della “Casa del Popolo” che conterrà una biblioteca con dei libri………….”
Svoltiamo a sinistra per intuito e proseguiamo a passo d’uomo, dopo pochi metri scorgiamo una tenda con a fianco una Guzzi conosciuta è Lui Riccio è stato intercettato. Ci avviciniamo alla tenda chiamando a voce sostenuta, dalla tenda si intravedono due piedi ma…nessun segno di vita, finalmente dopo ripetuti richiami abbiamo la fortuna di assistere al risveglio del dinosauro che a detta sua non era ubriaco,era solo….. stanco.
Saluti abbracci per Fabio che non vediamo da un po’ di tempo, salutiamo alcuni motociclisti accampati nei pressi e ci avviamo al bar in centro a pochi passi, un aperitivo a base di vino e mentre continuano ad arrivare motociclisti veniamo catturati da una strana moto……tutta leopardata e battezzata “Pelo bike” scatto una foto col telefonino perché la macchina di Fabio si è rotta e non vuole saperne di funzionare..nel paese di Don Camillo gli scherzi da prete sono sempre in agguato. Ci avviamo al Museo di Don Camillo e Peppone” e subito ci attende una gradita sorpresa, a parte il forte impatto che ci procura l’immagine del famoso carro armato usato credo nel “Ritorno di Don Camillo” perfettamente conservato e mi dicono con il motore ancora funzionante, nell’ingresso del museo (l’ingresso è gratuito) è esposta La “MOTO GUZZI con sidecar” usata dai protagonisti. E’ discretamente conservata e nonostante le perdite d’olio non celabili mi viene riferito che puntualmente durante gli annuali raduni viene messa in moto. Il museo è proporzionato al paese non è grande ma è ricco di calore umano e molto significativo; ci si trovano i manifesti dei film, le foto di scena alcuni arredi, alcuni aggetti importanti: il fucile di Don Camillo, il mitra che Don Camillo aveva sottratto a Peppone ….”Quando la rivoluzione proletaria scoppierà stai lontano dalla canonica…..”, il bastone di pioppo…..” leggero e morbido……”, la bici da corso di Don Camillo…”oh guarda guarda un prete da corsa………”e tra molte altre cose importantissimo il copione di “Don Camillo”.
Si esce per cercare un punto di ristoro intanto le piazze e le vie si stanno riempiendo di moto, ci informiamo troviamo una trattoria in mezzo al verde si fa una bella passeggiata per raggiungerla Sergio a dispetto delle sue struttura si dimostra il più affamato del resto si sa chi ama molto brucia….Riccio si difende bene io che nella notte prima ho dormito solo tre ore cerco di non appesantirmi per non cadere nella trappola delle crisi di sonno.
Altra passeggiata e si ritorna in piazza si salutano altri guzzisti amici che Fabio ha gia conosciuto e che ci vengono presentati, alle 18 si parte per un giro di circa 30 km durante il quale è prevista una sosta a Pomponesco con abbondante assaggio di Parmigiano Reggiano straordinario e bevuta di vino bianco fresco molto molto apprezzato poi si rientra a Brescello passando per Gualtieri che è il paese in cui Peppone con i sui compagni saluta Don Camillo mandato in esilio. Gualtieri è anche famoso per il pittore Antonio Ligabue che era nato in Svizzera ma ha vissuto qui e che voglio ricordare perché era anche un appassionato di moto e in particolare collezionista di “MOTO GUZZI”.
Concluso il giro si salutano gli amici e alle 19.30 si rientra e passando attraverso al passaggio a livello sul quale i parrocchiani di Don Camillo avevano salutato il loro parroco che andava in esilio.
Velocità sostenuta con difficoltà dovute al sole che ci ha abbagliati per buona parte del viaggio e sosta solo per rifornimento alle 22,30 siamo a casa tutto è finiti bene non siamo neanche stanchi.
Conclusioni: il MOTORADUNO DI DON CAMILLO E PEPPONE è una simpatica occasione che si può tranquillamente ripetere, come tutti gli appuntamenti di questo tipo sarebbe bello arrivare nel pomeriggio del sabato iscriversi, partecipare alla cena e alla serata di festa e ripartire il mattino successivo dopo la colazione.
L’iscrizione è molto economica 10€ ma se si considera che oltre ai gadget di pregio in fusione di bronzo è compresa anche la cena diventa veramente una occasione conveniente.
Un ringraziamento particolare a Fabio detto Riccio o Rasta per avermi finalmente offerto l’occasione di andare a Brescello e un ringraziamento a Sergio detto Serros pe avermi accompagnato in questa piacevole seppur semplice avventura.

Saluti a tutti e alla prossima.
Gino


 

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